In questo particolare e delicato momento storico, i contesti sociali in cui interagiamo cambiano in maniera molto repentina; di fatto i confini diventano meno marcati, e con essi i concetti di identità, di luogo e di spazio. È un mutamento che investe tutti gli ambiti relazionali che siamo abituai a considerare stabili se non addirittura immutabili; primo fra i quali la famiglia.
Oggi, come suggerisce Laura Fruggeri, guardare alla famiglia come struttura sociale, infatti, non significa più riferirsi ad essa pensando alla differenza fra culture, piuttosto è importante parlare di cultura delle differenze nella famiglia e tra le famiglie, valorizzando, quindi, nuove identità, nuovi modi di gestire le proprie dinamiche interne e la relazione con l’ambiente in cui la famiglia vive.
Un panorama complesso che comprende scenari diversi: famiglie nate dalla procreazione assistita (PMA) o dalla gestazione per altri (GPA), attraverso l’adozione o la donazione eterologa, famiglie plurinucleari o mononucleari, famiglie migranti con un genitore distante e compiti ugualmente condivisi verso i figli, con una filiazione senza sessualità, fondate sulla responsabilità sociale, famiglie plurigenitoriali e monogenitoriali, famiglie omo, famiglie immerse nelle trasformazioni tecnologiche, famiglie a distanza, quelle con disabilità, famiglie con genitorialità diffusa nei rapporti con i servizi educativi, come la scuola, o con i servizi sociali.
L’obiettivo è, allora, è quello di aiutare a sostenere la forza di queste famiglie e il modo unico che esse hanno nel gestire la propria identità e i propri equilibri interni ed esterni, contribuendo quindi ad una cultura delle differenze che sia indirizzata a combattere i pericoli di pregiudizio e di stigma.
Queste, sono tutte dimensioni della famiglia che i professionisti in ambito psicologico devono adeguatamente conoscere e nelle quali devono sapersi muovere, per rispondere in maniera efficace a bisogni sempre più identificati con uno specifico ambiente famigliare.
In questi contesti famigliari in divenire lo psicologo, infatti, ha il compito di anticipare, per certi versi, le direzioni in cui questi cambiamenti evolveranno, a partire dalla interpretazione, comprensione e valorizzazione del pluralismo familiare come indicatore della presenza non di una normalità codificata e stabile ma di diverse normalità in cambiamento.
