L’atelophobia è un disturbo di natura psicologica caratterizzato dalla paura di non sentirsi all’altezza e di essere imperfetti, in qualsiasi ambito della vita quotidiana (aspetto fisico, relazioni interpersonali, scuola o attività lavorativa, idee e convinzioni). Si tratta di un malessere che svaluta ogni traguardo raggiunto e le infinite ragioni di gioia che la vita ci regala ogni giorno. Fa credere che tutto ciò che si fa o dice sia sbagliato.
Sottovalutarsi è un’esperienza che si riscontra di frequente nella vita di molte persone; si può temere di non farcela economicamente, di non essere all’altezza come genitore o partner, di non riuscire nello studio o nel lavoro, di non saper gestire la propria vita, di trovarsi di fronte a compiti troppo grandi e di non avere le capacità. Insomma possono essere infiniti i vissuti che ci fanno sentire inadeguati, inadatti, inopportuni. Tuttavia, quando questi pensieri disfunzionali iniziano a mettere radici più profonde al punto di compromettere la qualità della nostra stessa vita, è meglio fermarsi e capire meglio cosa ci sta succedendo.
Svalutare se stessi è un tipico esempio di mancanza di autostima che consiste nello sminuire e ritenere se stessi inferiori al valore reale, conducendo ad uno stato di insoddisfazione e alla distruzione di tutto ciò che di bello possiamo avere e sognare (rapporti, sogni, aspirazioni, talenti..).
Ma perché questo avviene? Come nasce la convinzione di non essere abbastanza?
La nostra autostima dipende moltissimo dalle esperienze che abbiamo avuto nei primi anni di vita: se le relazioni con le persone che si occupavano di noi (genitori, nonni, insegnanti, ecc) sono state positive e gratificanti avremmo sviluppato probabilmente un’immagine positiva di noi stessi.
Al contrario, se i rapporti con chi ci stava vicino sono stati improntati sulla freddezza e sulle critiche, quasi sicuramente avremmo sviluppato un opinione negativa di noi stessi e faremmo fatica ad accettarci e a credere nelle nostre potenzialità.
Il bambino che non si sente accettato per quello che è veramente nella totalità del suo essere, tende ad incolparsi e a pensare:” Se i miei genitori mi criticano/ mi paragonano agli altri/ non mi vogliono abbastanza bene, allora deve esserci qualcosa che non va in me”. Questo bambino comincerà a credere che i suoi genitori non lo apprezzano abbastanza perché lui è stupido, cattivo, sbagliato, non si merita l’amore e comincerà a sviluppare un immagine negativa di se stesso.
E così, involontariamente, si tendono a sabotare le occasioni di autoaffermazione e a fuggire dalle opportunità.
Si innesca un meccanismo di difesa per paura di dover prendere in mano la propria vita, essere costretti a fare qualcosa, a cambiare davvero. Perché alla fine si ha più confidenza con il fallimento che con il successo. Fallire è un po’ tornare sui propri passi, riuscire vuol dire compiere delle trasformazioni, dentro e fuori di sé. La paura di arrivare e non esserne all’altezza può riproporci continui insuccessi. Se riusciamo in una dieta, per fare un esempio semplice, si diventa probabilmente più attraenti per gli altri e questo può compromettere la nostra relazione attuale, potremmo ritrovarci a non saper più gestire situazioni nuove. Così, fallire significa rimanere nei nostri odiati ma rassicuranti chili di troppo.
Fortunatamente è possibile per tutti imparare a volersi bene ma soprattutto imparare a guardarsi con occhi più benevoli.
Dipende solo da te decidere di essere veramente all’altezza delle aspettative, di potercela fare. Uscire dal circolo vizioso della svalutazione vuol dire ad esempio: riconoscersi il diritto di essere amati e rispettati indipendentemente dalle performance personali e sociali; accettare la presenza di eventuali difetti o mancanze come aspetti che non mettono in discussione la dignità come essere umano; mantenere una prospettiva stabile del valore personale anche quando si ricevono critiche e rifiuti; distaccarsi dall’atteggiamento difensivo, evitante/passivo o aggressivo allo scopo di avere delle aspettative meno rigide nei confronti di se stessi e degli altri.
Ciò può diventare molto difficile per qualcuno: è importante quindi, in questi casi, rivolgersi ad un professionista per attivare quel cambiamento che porterebbe a stare molto meglio con sé stessi e a godersi i traguardi personali, anche piccoli.
