“La dipendenza affettiva designa un bisogno generale ed eccessivo di essere accuditi e accudire, di ricevere riconoscimento, di proteggere, manipolare e controllare attraverso la pretesa o la sottomissione” (Nanetti, 2015e).
Una persona dipendente è una persona con scarsa fiducia in sé stessa, che è invischiata in una relazione non sempre funzionale, per via della sua necessità di avere accanto qualcun altro che lo affianchi nella vita di tutti i giorni, come fosse il suo salvatore, con cui si identifica e si fonde, arrivando al punto tale che, nel momento in cui quest’ultimo sparisce, il dipendente affettivo si sente come di non esistere.
Parlando in maniera generale del concetto di amore, ciò che si evince in letteratura è che l’innamoramento sia un sentimento cosciente, in cui si distingue perfettamente il sé dall’altro, il sé dal mondo, cosa che, invece, non contraddistingue l’innamoramento di una persona dipendente.
Altre caratteristiche dei dipendenti sono:
- Difficoltà nel riconoscere i propri bisogni e la tendenza a subordinarli rispetto ai bisogni dell’altro;
- Atteggiamento negativo verso il loro Sé: pensano sempre di essere i cattivi della situazione, che se le cose non vanno la colpa sia la loro. Questo indica un profondo senso di inadeguatezza e la convinzione che per essere amati bisogna essere sempre disponibili, diligenti, sacrificarsi per ricevere l’amore, dimostrare sempre all’altro di avere un buon motivo per essere amati.
- Paura di cambiare, a cui si riallaccia anche la paura di essere abbandonati, della separazione e della solitudine, che ovviamente fanno parte di un cambiamento più grande nella vita della persona, motivo per cui fanno di tutto per fare in modo che queste paure non si realizzino.
Sono presenti poi diverse tipologie di dipendenti affettivi:
- Dipendenti affettivi ossessivi: Non riescono a distaccarsi dalla propria relazione, anche se il partner non è emotivamente o sessualmente disponibile, incapace di comunicare, distante, svalutante, abusante, egocentrico, egoista, controllante, a sua volta dipendenteda qualcos’altro (alcool, droghe, gioco d’azzardo, etc.)
- Co-dipendenti: sono i più ampiamente riconosciuti. Molti di loro soffrono di scarsa autostima e sono prevedibili nel modo di pensare, sentire e comportarsi. Per via delle loro insicurezze e della bassa autostima che hanno, instaurano relazioni con soggetti con altri tipi di dipendenze, mettendo in atto comportamenti di soccorso, cura, controllo passivo-aggressivo e accettando eventuali abbandoni o abusi. In generale, fanno di tutto per “prendersi cura” dei propri partner nella speranza che non se ne vadano.
- Dipendenti dalla relazione: a differenza di altri tipi di dipendenti affettivi, non sono più innamorati dei loro partner ma non riescono a interrompere il rapporto. Talmente sono infelici che la relazione influisce sulla loro salute e sul benessere mentale ed emotivo. Anche se il loro partner li picchia e sono in pericolo, non sono capaci di lasciarli andare. Hanno paura di stare da soli, del cambiamento, non vogliono ferire o abbandonare i loro partner.
- Dipendenti affettivi narcisisti: utilizzano mezzi come il controllo, la seduzione e il rifiuto per manipolare il loro partner e mantenerlo nella loro vita. A differenza dei co-dipendenti, che accettano il disagio dettato da questa relazione, i narcisisti non tollerano nulla che interferisca con la loro felicità. Appaiono distaccati e indifferenti, non sembrano essere dipendenti; ad esempio, il momento più chiaro è quando si cerca di lasciarli, poiché l’atteggiamento distaccato o indifferente non si palesa, ma iniziano a spaventarsi e utilizzano ogni mezzo a loro disposizione per mantenere la relazione, compresi atteggiamenti violenti.
- Dipendenti affettivi ambivalenti: soffrono di un disturbo di personalità evitante. Più che far fatica a lasciarsi andare, fanno fatica ad andare avanti. Desiderano disperatamente l’amore, ma allo stesso tempo sono terrorizzati dall’intimità. Questo perciò è fortemente frustrante per loro.
Sono molto numerosi gli schemi relazionali in cui una persona dipendente può trovarsi ed incastrarsi; nel caso in cui ciò dovesse essere non funzionale per il proprio benessere e per la propria evoluzione personale, è necessario un supporto psicologico che aiuti a riconoscere e gestire le proprie modalità relazionali e i propri bisogni.
In particolare la psicoterapia cognitivo-comportamentale aiuta il paziente ad individuare i contenuti cognitivi ed emotivi che sono alla base della dipendenza e ad adattare il modo di vedere il mondo, rendendolo più autonomo e lavorando, inoltre, sul rendere possibile l’instaurarsi di relazioni sentimentali più funzionali nella propria vita.
