Disturbi d’ansia:
L’ansiaè uno stato emotivo molto diffuso sia nei bambini, che negli adolescenti. Si tratta di un’esperienza universale, che nella maggior parte dei casi ha un carattere transitorio e funzionaleal raggiungimento dei propri obiettivi personali. Infatti, la semplice presenza di uno stato di apprensione o di timore non è da considerarsi un sintomo di natura psico-patologica, anzi spesso è un elemento del normale sviluppo emotivo del bambino/ragazzo.
E’ fondamentale, però, distinguere una normale reazione di adattamento da una condizione emotiva disfunzionale e problematica, attraverso una attenta osservazione e valutazione da parte delle figure di riferimento (genitori, insegnanti, baby-sitter…). Infatti, se il bambino/ragazzo ha un’attivazione emotiva che risulta essere eccessiva rispetto alla frequenza con cui si verifica, alla pertinenza con la pericolosità di una data situazione, all’intensità con cui si manifesta e alla durata, la sua ansia potrebbe essere considerata un sintomo psico-patologico. Inoltre, un altro criterio utile per differenziare le normali paure dall’ansia patologica è quello relativo all’impatto che tale stato d’animo ha sull’adattamento psico-relazionale del bambino e sul suo comportamento.
Secondo l’ICD-10 (International Statistical Classification of Desease, World Health Organization), alcune delle principali manifestazioni psico-patologiche associate all’ansia in età evolutiva sono:
- Sindrome d’Ansia di Separazione. Questo disturbo si caratterizza principalmente per l’ansia eccessiva e non adeguata rispetto al livello di sviluppo, manifestata dal bambino quando si deve separare da qualcuno della famiglia a cui è profondamente attaccato. In questi casi, il bambino tende ad avere un comportamento normale in presenza della figura primaria di attaccamento, ma manifesta un’intensa ansia non appena percepiscono l’imminente separazione dalla stessa. Inoltre, sono frequenti comportamenti di evitamento della separazione dal genitore; anche andare a scuola o andare a casa di un amico diventa particolarmente impegnativo perché comporta inevitabilmente un distacco dalla figura di riferimento.
- Sindrome Fobica. Si può parlare di questo disturbo quando la paura nei confronti di particolari oggetti, animali o situazioni è eccessiva e persistente ed interferisce con il normale funzionamento psico-relazionale del bambino. In questi casi, a differenze delle paure fisiologiche (paura dell’estraneo, del buio, dei mostri…), la risoluzione dello stato ansioso è particolarmente difficile e non si verifica con la crescita una naturale estinzione delle paure/fobie stesse.
- Sindrome d’Ansia Sociale. Si tratta di un disturbo caratterizzato da eccessiva timidezza/inibizione nei confronti di situazioni e figure nuove o poco familiari. Di solito, questi sintomi insorgono in età precoce e sono associati a problemi significativi del funzionamento sociale e relazionale.
- Sindrome Ansiosa Generalizzata. L’elemento essenziale di questo disturbo è la presenza di uno stato di ansia eccessiva e di preoccupazione irrealistica. In questi casi, è difficile riuscire a collegare i sintomi a particolari stimoli ambientali, dato che hanno un carattere pervasivo e trasversale ai diversi ambiti di vita del bambino (ambiente familiare, scolastico, extrascolastico…).
I sintomi associati all’ansia nei bambini/ragazzi sono tendenzialmente simili a quelli riscontrabili negli adulti rispetto alla loro frequenza, alla loro intensità e alla loro durata. Spesso, però, ci sono delle differenze significative nelle manifestazioni sintomatologiche. Ad esempio, molto più frequenti rispetto agli adulti sono i sintomi comportamentali, quali ad esempio condotte di evitamento o di fuga (rifiuto di andare a scuola, rifiuto di fare attività extrascolastiche, isolamento nei momenti di gioco…), richieste continue di rassicurazioni, comportamenti autoconsolatori (succhiare il pollice, piangere…). Inoltre, mentre l’attivazione fisiologica e l’iperattività vegetativa (sudorazione, tremori, tachicardia…) possono essere meno evidenti rispetto agli adulti, la sintomatologia somatica(mal di pancia, vomito, mal di testa, affaticamento…) è nei bambini/ragazzi maggiormente riscontrabile nei casi di disturbi d’ansia, al punto da diventare in alcuni casi gli unici sintomi riferiti e riconosciuti. Infine, per quanto riguarda i sintomi di natura cognitiva(pensieri, preoccupazioni…), nei bambini/ragazzi sono presenti compatibilmente con le capacità cognitive della fase evolutiva specifica, pensieri catastrofici relativi a sé e alle proprie figure di riferimento, ma anche preoccupazioni sulla possibilità di fare brutte figure a scuola o con i coetanei.
Il ruolo dello psicologonei disturbi d’ansia in età evolutiva è fondamentale, dato che un percorso di sostegno psicologicopermetterebbe al bambino/ragazzo e ai suoi genitori di comprendere le caratteristiche del proprio disturbo e gli elementi psicologici, comportamentali e relazionali associati, ma anche di costruire insieme le strategie più opportune per gestire i sintomi e migliorare la qualità della vita. E’ fondamentale, in tal senso, il coinvolgimento dei genitorinel percorso, in quanto il loro ruolo e la loro presenza nella quotidianità del bambino/ragazzo è fondamentale e la sua evoluzione positiva può avvenire soltanto all’interno di un contesto familiare attivo e partecipante rispetto al lavoro terapeutico.
